Carnitina a cosa serve

Uno degli integratori di cui si sente più parlare, che sia nelle palestre, o nei forum è certamente la carnitina. Gli usi principali per cui viene suggerita sono: Aumento della perdita di grasso, aumento delle performance fisiche, aumento delle performance mentali.

Ma sarà veramente utile? E se sì, a quali di questi scopi?

Beh, in questo articolo ho deciso dunque di fare chiarezza a questi dubbi amletici.

Noto che anche all’estero, c’è una grande confusione in merito, chi la consiglia, chi la sconsiglia, o chi è titubante, o chi non vivrebbe mai senza di essa.

Iniziamo subito con l’articolo quindi! Ed iniziamo soprattutto da quelle che sono le basi.

Qual è il funzionamento della carnitina all’interno del nostro corpo?

Per rispondere al meglio alla domanda; la carnitina a cosa serve, dobbiamo prima fare chiarezza, sul ruolo che essa svolge all’interno del nostro organismo.

La carnitina è un acido carbossilico (composti che contengono all’interno di essi un gruppo ossidrilico legato ad un gruppo carbonilico).  Ed amminoacido che viene sintetizzato da due altri aminoacidi che sono: lisina, e metionina. Affinché però che  ciò avvenga, sarà necessaria la presenza di vitamina C, ed alcune vitamine del gruppo B. La si può trovare in molti degli animali presenti sulla terra, ma è anche coinvolta in determinati meccanismi delle piante.

La carnitina, svolge un ruolo fondamentale nel processo che vede il trasporto degli acidi grassi a lunga catena nella matrice mitocondriale dove verranno poi ossidati e convertiti in energia, tramite un processo che si chiama B-Ossidazione.

Catene:

Avrete sentito parlare di acidi grassi a lunga, media e corta catena.

Beh, che cosa vuole dire?

  • Acidi grassi a catena corta= con un numero di atomi di carbonio che va da 1 a 5
  • Acidi grassi a catena media= con un numero di atomi di carbonio che va da 6 a 12
  • Acidi grassi a catena lunga= con un numero di atomi che va da 13 a 21

B-ossidazione e carnitina

Come già ho prima accennato, la carnitina svolge un ruolo fondamentale in quel processo che è la b-ossidazione, cioè appunto l’ossidazione degli acidi grassi.

Visto che gli Acil-CoA (intermedio dell’ossidazione dei grassi) non sono in grado di attraversare la membrana mitocondriale interna, la natura ha escogitato una contro misura, cioè l’utilizzo di un trasportatore che è appunto la carnitina e l’utilizzo di tre enzimi che rendono possibile l’azione.

L’acil-CoA, diventerà sempre più corto (catena), fino a diventare poi acetil-CoA, che risulta essere il substrato del ciclo di krebs, che come obbiettivo finale ha proprio quello di produrre adenosina tri-fosfato (atp), cioè sostanzialmente energia.

Tutto ciò, ci può fare semplicemente capire, quanto sia fondamentale la carnitina nel nostro complesso sistema metabolico.

carnitina a cosa serve

Acetyl-L-Carnitina

Possiamo inoltre, trovare anche l’acetyl carnitina, o chiamata ALC. Essa viene formata appunto dalla carnitina stessa, e dall’acetyl-coenzima A.

Possiamo trovarla all’interno del nostro corpo… E rappresenta circa il 7-10% della carnitina appunto presente.

Risulta essere una sorta di riserva d’energia in quanto il gruppo acetile può essere ceduto ulteriori processi ossidativi a livello mitocondriale.

Inoltre, pochi lo sanno, ma l’ALC, ha un ruolo di neuromodulazione all’interno del nostro cervello. Ma ne parlerò meglio dopo.

La carnitina a cosa serve? anziani e vegetariani/vegani

La carnitina, la possiamo trovare all’interno di cibi di origine animale, mentre non si trova all’interno dei vegetali.

Come ho prima anticipato, la carnitina, non è presente nelle proteine vegetali. Pertanto spesso si registra in soggetti vegetariani e vegani, una carenza della stessa.

Questo effettivamente può risultare un problema, pertanto sarebbe saggio che in tali soggetti la carnitina venga assunta esogenamente, tramite integratori. Gli integratori tranquilli, esistono anche di tipo vegano.

Anche negli anziani si può trovare spesso un fenomeno di carenza della carnitina, ed anche in questo caso può rappresentare un problema.

Per dunque assicurarsi una corretta ed efficiente funzione mitocondriale che è già tendenzialmente compromessa appunto per via dell’età, sarebbe corretto assicurarsi, che questi, assumano più carnitina dagli alimenti, o volendo, anche da delle pastiglie, che risultano essere tranquillamente prive di effetti collaterali, ed anche estremamente comode. Ciò che si potrà osservare è solo effetti positivi. È stato difatti dimostrato che l’acetyl-l-carnitina, è stata associata ad un attenuato declino del conteggio mitocondriale durante l’età.

Si ipotizza però, che assumere Carnitina, durante l’invecchiamento, possa dare dei benefici anche senza un’effettiva carenza, ciò potrebbe essere dovuta alla minore espressione di potenziale di membrana del mitocondrio.

Un assunzione di carnitina in soggetti anziani è anche stata associata ad una minore ossidazione dell’RNA (molecola impiegata nella codifica, decofica, regolazione ed espressione dei geni).

Carnitina effetti

carnitina a cosa serve

Prima di tutto qualche piccola precisazione! Per la sintesi di Carnitina, sono necessari dei co-fattori che sono oltre quelli già sopra specificati:

  • Vit.C
  • Vit B6
  • B3
  • SAM-e

Una supplementazione degli stessi, non sembra però a portare ad un incremento della carnitina plasmatica.

Il motivo per cui spesso viene più utilizzata la carnitina, è la perdita di peso. Ma veramente, assumere carnitina può aiutare nel perdere peso?

Prima di affidarci alla letteratura scientifica, bisogna anche dire che la carnitina supplementata per via orale in pastiglie, ha un biodisponibilità estremamente bassa parliamo di circa il 14-18%, mentre la carnitina assunta con il cibo ha biodisponibilità che può variare fino all’80% ed oltre. Questo ci fa capire già i limiti della supplementazione orale di carnitina.

Sembra inoltre, che piccole dosi di carnitina dilazionata nella giornata, siano nettamente superiori a singole dosi massicce di carnitina.

Ma non è finita qui! Perché quando andiamo ad assumere carnitina orale, il tasso di ri-assorbimento renale della carnitina (ri-assorbimento) va a diminuire

Beh, per scoprirlo, possiamo affidarci alla buona e vecchia letteratura scientifica.

Brandsch C, Eder K, 2002

Obbiettivi: Questo studio, è stato svolto, per verificare se integrare l-carnitina, possa porre delle modifiche a livello di composizione corporea, perdita di peso. In una situazione, badare bene, ipocalorica, quindi di deficit calorico.

Metodo di svolgimento: Sono stati presi in esame esattamente 36 ratti con un peso corporeo iniziale di 460GR. Un terzo dei ratti è stato ucciso, e la cosa mi fa piangere il cuore, visto che trovo i roditori estremamente teneri. I ratti che sono dunque rimasti vivi è stato diviso esattamente in due gruppi. Ovviamente un gruppo era privo di carnitina, mentre l’altro gruppo assumeva carnitina. Con assumeva intendo 5GR/kg che in un umano non sarebbe minimamente applicabile, visto che il dosaggio medio utilizzato e consigliato è di circa 1-3GR, massimo 10GR per atleti all’avanguardia. L’esperimento è durato all’incirca 23 giorni, ed i valori che sono stati presi in esame alla fine sono: composizione corporea, perdita di peso ed altre cose che personalmente a noi non ci interessano, e visto che tra “queste cose” si parla di testicoli di topo…

carnitina a cosa serve

 

Risultati: Magia, i ratti alla fine dello studio, è stato perso. Tantochè alla fine dello stesso, le proteine erano prevalenti rispetto ai lipidi. Il problema principale, è che la perdita di peso che è avvenuta, è praticamente uguale in entrambe i gruppi… Cioè, la carnitina, non sembra aver dato uno sprint aggiuntivo nell’ossidazione dei grassi. Sono inoltre stati presi in esami alcuni marker quali: Acidi grassi liberi, glucosio, trigliceridi, colesterolo totale e l’acido b-idrossibutirrico, e non c’è stata alcuna variazione significativa. Andiamo a prendere in esame quindi, altri studi.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12378044

Melton SA et al.2005

Metodi ed obbiettivi: In questo studio, come nel precedente si è voluto verificare, se veramente è possibile che nei ratti adulti, supplementare esogenamente con l-carnitina, possa effettivamente dare dei vantaggi nella perdita di grasso. Per l’esattezza, questo studio è stato effettuato su dei ratti adulti, a cui è stata esportato l’ovaio. Ah, inoltre ci tengo dire che tra i dati raccolti, è presente anche il rilevamento della carnitina sierica. Non avendo il full-text, non vi posso dire la quantità che è stata utilizzata.

Risultati:Chi supplementava  con L-carnitina, aveva valori plasmatici di carnitina ovviamente più alti, quindi non si può dire che la forma l-carnitina sia meno biodisponibile, almeno che, lo studio sia stato eseguito con iniezioni di carnitina. Però, non si è vista differenza tra ratti senza ovaie sedentari, che assumevano e che non assumevano la carnitina. Il che ci fa pensare al peggio.

Ciò, effettivamente, potrebbe far pensare che anche la seconda applicazione della l-carnitina, cioè quella di aumentare l’energia, non sia effettivamente possibile.

Esistono anche degli studi che dicono il contrario, ma spesso, tali studi rappresentano delle grosse lacune, delle grosse limitazioni.

ALCAR

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Passiamo dunque alla seconda forma di carnitina, che viene solitamente usato come enchancher cognitivo.

Non sono riuscito a trovare studi che dimostrassero che questa forma di carnitina promuovano o meno la perdita di grasso. Questo per il semplice fatto, che studi, dove l’ALCAR, viene assunta in maniera orale, e ripeto in maniera orale, non li ho trovati. Si

Quindi, adesso vi vorrei parlare dell’acetyl carnitina, come miglioratore delle performance mentali.

Nei gruppi che trattano di nootropi, essa è insostituibile, e se non l’assumi, sei un demente. Ma questo perché?

Questa forma di carnitina difatti, è in grado di accrescere un neurotrasmettitore molto importante che è l’acetyl-colina.

Oltre a ciò, sembra che una catecolamina molto importante come la noradrenalina sia aumentata nell’ippocampo dei ratti, però ciò si è verificato a dosaggi che per noi umani, sarebbero estremamente alti.

Un’altra cosa estremamente interessante che è stata notata, è che assumere ALC, possa aumentare la disponibilità di glucosio e creatina all’interno del cervello, il che sarebbe appunto estremamente positivo per diverse capacità cognitive e non solo. Inoltre, è stata in grado di aumentare l’inositolo.

È inoltre risaputo, il ruolo neuroprotettivo dell’alcar.

Ho dunque preso in esame questo interessante studio.

Smeland OB, 2012

Obbiettivo: L’obbiettivo che si è prefissato questo studio era quello di capire l’influenza di tale supplemento sul metabolismo cerebrale dei topi SANI, e ripeto sani. Come spero che voi siate. Inoltre lo stesso studio, evidenzia come è risaputo che l’alc possa portare benefici a soggetti non sani.

Metodo: Agli animali, nello specifico ai ratti, è stata somministrata della carnitina sotto forma acetilica per circa 0,5mg/Kg, che ripeto, per noi umani risulta essere un valore abbastanza altino, più che altro insostenibile a livello economico. Inoltre, agli animali, è stato iniettato del glucosio.

Risultati: i topi trattati, hanno riscontrato una maggiore quantità di creatina a livello cerebrale. Si è visto dunque, che c’e stato un aumento dei livelli di noradrenalina, com’è stato prima anticipato, ma anche i livelli di serotonina.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22549035

Questo ovviamente, è uno dei tanti studi, che dimostra ciò, se volete, se ne possono trovare a bizzeffe.

Ovviamente, i benefici non si limitano a questi… In quanto, si è notato anche dei benefici in quei soggetti diabetici sia di tipo uno che di tipo due. Ma ne vorrei parlare più specificatamente in un mio prossimo articolo che tratterà di insulino-resistenza.

Vorrei inoltre prendere in esame un ulteriore studio.

Questo studio, è stato eseguito su soggetti anziani, che hanno appunto assunto ALCAR. Scopriamolo insieme!

Kobayashi S, 2010

Obbiettivo: In questo studio, l’obbiettivo era quello di verificare le capacità di apprendimento, la memoria e le funzioni sinaptiche nei ratti invecchiati, quindi anziani.

Metodi: Ai ratti, sono stati somministrati per ben 3 mesi, 100MG/Kg che come ho già detto, non è un dosaggio non da poco per noi buoni vecchi umani. Durante questi tre mesi, sono stati svolti vari test, per valutare appunto le loro capacità di apprendimento. Sono state valutate le attività colinergiche ed altri parametri utili al fine dello studio quali: la sintesi di acetilcolina.

Risultati: I risultati sono stati estremamente positivi, ed hanno rilevato che la neurotrasmissione sinaptica, è migliorata nei ratti anziani.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20590847

 

ADHD

Sembra che l’assunzione negli umani di l-carnitina, abbia ridotto i deficit da attenzione e iperattività. Come sempre, i dosaggi utilizzati, sono più alti rispetto a quelli classici. Che in questo caso erano: 100MG/kg.

Carnitina L-Tarato

Un’altra forma di carnitina, che ancora non gode di una grandissima ricerca scientifica se paragonata alle altre, è la carnitina tarato. È stato visto che questa, iniettata, è in grado di aumentare la densità dei recettori androgenici.

Come ben saprete, gli ormoni, sono dei mediatori chimici, che esercitano spesso la loro azione anabolica/androgenica, appunto interagendo con i recettori. Pur, dunque non aumentando i livelli di testosterone circolante, libero e totale, sarebbe in grado se iniettata (non esistono prove per quanto riguarda l’assunzione orale) aumenterebbe il grado di anabolismo a livello muscolare. Le prove sono comunque ancora poche per tratte una vera e propria conclusione.

La carnitina tarato sembra però fornire una quantità di carnitina molto minore rispetto alle altre forme di carnitina. Difatti un grammo di carnitina-tarato, fornisce solamente il 40% di carnitina. Tra i vari tipi di carnitina inoltre, la biodisponibilità non sembra cambiare, ma solamente il raggiungimento del picco plasmatico e dell’emivita della stessa.

Curiosità ed altro:

carnitina a cosa serve

La carnitina, sarebbe in grado di migliorare la qualità del sonno, in quelle persone che soffrono d’apena ostruttiva nel sonno, come ad esempio quella che si verifica nei neonati.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12612224

Sembra che assumere acetyl-carnitina, abbia migliorato i problemi di narcolessia in soggetti appunto narcolettici. Sembra difatti che i soggetti narcolettici, abbiano minori concentrazione di acetilcarnitina. Ah, ho già parlato della narcolessia nel mio articolo sul modafinil.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3547955/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23349733

Dosaggi:

I dosaggi suggeriti, e più utilizzati sugli umani risultano essere:

L-carnitina: 1000-3000MG

ALCAR (Acetyl-carnitina): 1-2GR

L’inizio dell’articolo esordiva con: la carnitina a cosa serve? Durante l’articolo abbiamo risposto a tale domanda con semplicità. Ricapitolando, abbiamo dunque appreso che la supplementazione orale di Carnitina ha senso in determianti casi; come ad esempio nel caso si sia carenti della stessa (anziani e vegani), o se state cercando un incremento delle performance cognitive. Tuttavia però, la carnitina non sembra dare un boost quando si parla di performance atletica e soprattutto perdita di grasso corporeo.

Che in alcuni articoli e studi scientifici la carnitina abbia portato a dei miglioramenti è assolutamente vero ed innegabile! Come è vero che molti altri studi hanno dimostrato che essa non porti a nessun miglioramento, tornando agli studi “positivi” c’e da dire che tali studi riscontrano delle grandi limitazioni, una su tutte ad esempio è la mancata verifica dello stato nutrizionale dei soggetti studiati e e della concentrazione dei co-fattori, il perché ciò è una limitazione è già stato ampiamente spiegato.

I benefici a livello cerebrale attualmente rimangono comunque innegabili.

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