Molte delle ricerche che vengono fatte su google in merito al DHT, riguardano spesso l’alopecia maschile, ma sappiamo veramente cos’è il DHT? E soprattutto, sappiamo veramente i ruoli che questo svolge? Beh, scopriamo cos’è, cosa fa, e a cosa serve. Esistono delle soluzioni per le calvizie?

DHT 

Il DHT o anche chiamato diidrotestosterone o stanolone o androstanolone   è un metabolita del testosterone. Come metabolita si intende dunque, un prodotto del testosterone.

Tenetevi bene a mente questi nomi.

Esso viene formato principalmente dai testicoli, e dalla prostata nei follicololi piliferi e dalle ghiandole del surrene.

Tutto ciò è possibile grazie all’enzima 5a-reduttasi.

Questo enzima, catalizza un azione, che è appunto quella della conversione del testosterone in diidrotestosterone, ciò avviene grazie alla decarbossilizzazione del doppio legame presente tra il quarto ed il quinto atomo di carbonio.

 

Diidrotestosterone le sue funzioni

 

Il Dht, è un ormone fondamentale già dal momento in cui avviene l’embriogenesi cioè lo sviluppo dell’uovo fecondato.

La sua funzione durante questa fase è proprio della differenziazione sessuale (genitali maschili, genitali femminili).

Svolge un ruolo molto determinante anche durante l’adolescenza, dove è fondamentale per la maturazione degli organi maschili femminili, la barba, la produzione di sebo e lo sviluppo ed il mantenimento della ghiandola prostatica maschile.

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Immagine presa da: https://www.hairlossrevolution.com/wp-content/uploads/2015/11/how-is-testosterone-converted-to-dht-cause-hair-loss.jpg

Androgenicità

Il Diidrotestosterone, svolge un ruolo androgenico principale nelle vescicole seminali (parte dell’apparato maschile), nei follicoli piliferi, nella prostata e nella pelle.

Segnalazione

Il diidrotestosterone, agisce primariamente in due diverse maniere dai tessuti in cui lo stesso viene prodotto.

  • Paracrino: Ormone prodotto da una cellula rilasciato per modificare la fisiologia delle cellule che circondano la zona.
  • Intracrina: Ormone che è in grado di agire all’interno della cellula regolando che avvengono all’interno della cellula (intra-cellulare), ma può anche volere dire che agisce all’interno della stesa cellula in cui viene prodotto, proprio come avviene nel caso del DHT.

Estrogenitricità e metaboliti

I metaboliti del dht quindi, prodotti appunto dallo stesso, risultano essere degli importanti neurosteroidi. I neurosteroidi, come ho già detto nel mio articolo sulla depressione e sulla sua risoluzione, sono degli steroidi che hanno un effetto regolatore sull’eccitabilità neurale. Tra questi possiamo trovare dunque:

  • 3a-androstanediolo: esso è il principale metabolita appunto dello stanolone. Esso svolge un ruolo all’interno del meccanismo di un importante neurotrasmettitore di cui ho parlato nel mio articolo sui miorilassanti naturali cioè quello di regolare l’inibizione del sistema nervoso centrale tramite i canali ionici cioè i GABA. Farmaci che agiscono su tale processo possono essere proprio le benzodiazepine. Agire da agonista nei confronti dei gaba-a può avere degli effetti: rilassanti, sedative, anticonvulsive, euforizzanti.
  • 3b-androstanediolo: Questo invece è un potente agonista di alcuni sottotipi di recettori estrogenici, per l’esattezza il buon vecchio erβ di cui esistono per l’esattezza 5 isoforme. Ed è possibile trovare tale recettore soprattutto a livello: renale, del cervello, delle ossa, del cuore, nei polmoni, mucosa, prostata e cellule endoteliali.

5 alfa-reduttasi e testosterone

Sono sicuri, che quasi tutti penseranno che lo stanalone, sia nettamente meno anabolico/androgenico rispetto il testosterone. Invece vi sbagliate, perché il diidrotestosterone, sembra svolgere un ruolo anabolico ed andogenico ben superiore rispetto il testosterone. Difatti si parla di una potenza superiore di adirittura cinque volte. Alcuni testi invece si allargano, e dicono che il lo stanolone sia dieci volte più forte rispetto il testosterone.

Allora, vi starete chiedendo perché esso non viene utilizzato come  steroide anabolizzante nel bodybuilding?

Perché l’androstanolone viene come de-attivato nel muscolo scheletrico da un enzima che si chiama 3-alfa idrossisteroide deidrogenasi.

Pertanto sarebbe inutile iniettarlo, ciò che si otterrebbe, è solamente una prostata grossa come un melone, e una faccia devastata dai brufoli.

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Immagine presa da: https://it.wikipedia.org/wiki/Testosterone

Questione di quantità

Il dht, presente nell’uomo, e circa del 10% rispetto il testosterone. Invece, nella prostata i livelli di androstanolone risultano essere 5-10 volte più alti rispetto al resto del corpo, grazie ad una maggiore espressione del enzima 5a-riduttasi .

Acne e androstanolone

L’acne vulgaris è un inestetismo molto comune. Di solito si verifica tra gli 11 ed i 30 anni. Se il problema persiste oltre l’adolescenza, allora si potrebbe sospettare un presunto ipergonadismo o disordini ormonali. Non c’è da stupirsi ovviamente della comparsa durante un ciclo di steroidi di acne.

Secondo le statistiche, l’80% degli adolescenti nel mondo è colpito dall’acne.

L’acne risulta essere una malattia dell’unita follicolare, e comprende una cheratizzazione anomala follicolare,  (trasformazione in cheratina delle sostanze più esterne della cute) di un aumento importante di micro-organismi chiamata biofilm. Della formazione di colonie di un batterio chiamato: propinobacterium acnes (fondamentale per l’estesione dello stato infiammatorio) ed il rilascio di marker pro-infiammatori in locale.

Una caratteristica tipica di chi soffre d’acne, sono le ghiandole sebacee più grandi (ghiandole microscopiche deputate alla produzione di sebo).

Bisogna spezzare un secondo una lancia (non per forza positiva) nei confronti del sebo: il sebo ha funzioni lubrificative nei confronti della pelle, controlla la perdita d’acqua dall’epidermide, protegge la cute da agenti esterni.

Il sebo che noi vediamo all’esterno della pelle e un misto tra sebo nativo e lipidi prodotti nella naturale dissoluzione dello strato corneo.

Dicevamo, in merito l’acne che Un eccessiva espressione del buon vecchio 5alfareduttasi può appunto portare un infiammazione della ghiandola sebacea e del derma circostante.

Si è potuto notare con piacere (forse) che il DHT sia più selettivo sulle ghiandole sebacee sul viso, mentre sembra esprimersi in maniera minore sulle gambe. Questo può spiegare proprio perché sulle gambe solitamente non si hanno brufoli, o semplicemente né si hanno molti di meno. Non solo però il dht ha un azione sui sebatociti,in quanto anche la vitamina D, l’igf-1 i ppar ed altri ormoni esercitano un ruolo attivo sugli stessi.

Sembra inoltre che la vitamina D, sia potenzialmente utile per la riduzione dell’acne.

Anche il DHEA (precursore di più ormoni steroidei) è in grado di dare un contributo nella formazione dell’acne.

Anche l’insulina svolge un ruolo nella produzione di sebo.

Tendenzialmente, gli ormoni femminili, sembrano svolgere l’azione contraria rispetto agli ormoni di cui abbiamo appena parlato. Gli estrogeni ad esempio, portano ad una minore produzione di sebe, si può notare inoltre, che avviene una sorta di riduzione della ghiandola.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5015761/

L’acne, non può però essere legata unicamente ad un solo fattore, bensì come abbiamo appena “studiato” può avere un origine multifattoriale.

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Immagine presa da: https://sciton.com/physicians/treatments-conditions/acne-acne-scars/

Stanolone e prostata

In età giovane, cioè in adolescente, questo metabolita del testosterone, ha un azione che si può definire come benefica sulla prostata. Inizialmente difatti, il ruolo del diidrotestosterone

Con l’età che avanza però ciò può essere altamente controproducente.

Difatti abbiamo visto come il diidrotestosterone, abbia un azione molto androgenica sulla prostata, provocandone così con il tempo l’ingrossamento della prostata.

I farmaci che vengono utilizzati solitamente nel trattamento di questo problema sono appunto gli inibitori del 5alfa-riduttasi.

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Mini-Revisione:

Uno studio del  2006 eseguito da Segna LS

Nel 2006 si svolse uno studio per determinare se gli uomini afro-americani, avessero una diversità in termini di androgeni a livelli tissutali, in quanto gli afro-americani, registrano una maggiore incidenza di tumori alla prostata o problematiche legate ad essa.

Furono dunque presi in esame 36 uomini bianchi, e 25 afro-americani e vi è stata una verifica dei livelli di DHT, nei tessuti.

I partecipanti avevano all’incirca 67 anni con una differenza di circa 10 anni massimo.

Lo studio è stato eseguito, ed è stato visto che i livelli di diidrotestosterone (4,6ng/ml media) e  testosterone (0,8ng/ml media) tissutali, erano praticamente estremamente simili.

Le conclusioni dunque è stata che l’ipotesi che negli afro-americani, che ci  sia una maggiore espressione dell’enzima che trasforma il testosterone in androstanolone  rispetto ai soggetti bianchi, è in realtà una falsità.

Ovviamente, il fatto che gli uomini bianchi erano di più rispetto agli afro-americani, può risultare una sorta di limitazione dello studio.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16904448

Alopecia e stanolone

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Immagine presa da: https://consiglibenessere.org/benessere/alopecia-cause-rimedi-naturali/

È risaputo quanto tale metabolita, svolga un ruolo estremamente determinante nell’alopecia androgenica.

Ah, ci tengo a dire e a ribadire, che l’alopecia è tipicamente genetica. Se non si è predisposti alla perdita dei capelli, allora non li si perderanno neanche iniettando kg di stanolone.

Partiamo con il dire che nel normale processo del follicolo pilifero, i capelli si perdono, tutti i giorni, anche nelle persone geneticamente non predisposte, in quanto fa appunto proprio parte del ciclo del capello stesso, mediamente tale perdita è di 70-100capelli al dì.

Esistono sostanzialmente due tipologie di alopecie, una che porta alla distruzione del follicolo pilfero che è l’alopecia cicatriziale, mentre esiste anche un alopecia non cicatriziale, che mantiene intatto il follicolo, questa è quella generalmente più comune.

Il diidrotestosterone, sembra svolgere dunque un ruolo estremamente importante, in quanto nei soggetti predisposti, tende a mutare i follicoli piliferi facendoli diventare così follicoli pilliferi miniaturizzati.

Sembra che ci siano maggiori recettori androgenici nella parte frontale della testa, per l’esattezza 1,5 volte in più rispetto al resto della testa. È difatti da tempo.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4171668/

Integratori contro l’alopecia, l’acne e i problemi della prostata

Esistono dunque, degli integratori, in grado di contrastare l’enzima che è responsabile della trasformazione del testostosterone in dht?

Beh, sì, gli integratori più conosciuti risultano essere due:

  • Berberina: essa è in grado di esercitare un azione di riduzione dell’espressione dell’enzima deputato alla conversione del testosterone in diidrotestosterone come conferma questo studio: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4955188/ 1500MG due volte al giorno, potrebbero essere un’idea di partenza, tutta vita i dosaggi orali non sono ancora del tutto chiari. Ovviamente i benefici di tale integratore non si fermano qui, quindi vi invito ad approfondire.
  • Saw Palmetto: si tratta di una pianta molto utilizzata, di cui viene appunto prodotto un estratto, essa appunto, ha il potere di ridurre, gli studi scientifici soprattutto parlano di una riduzione della conversione degli ormoni androgeni, a livelli tissutale nella prostata, ma verificando nei forum americani, ho potuto notare, come molti si siano trovati bene anche in termini di ricrescita dei capelli. Ovviamente, anche per questo composto, i benefici non si limitano assolutamente alla riduzione di questo enzima, quindi, vi invito ad approfondire.

 

Una dunque minore conversione e così produzione di questo metabolita del testosterone, altro non porterà che alla riduzione d’acne/problemi alla prostata/alopecia androgenica legata ovviamente allo stanolone.

Diminuire il DHT può essere un problema? Beh, su ciò, non si ha ancora una letteratura scientifica significativamente completa. Ma molto probabilmente esaminando le funzioni dello stesso, la risposta è sì. Anche se ci tengo a specificare che qui parliamo di Berberina e Saw palmetto, due integratori, di cui non si sa quanto inibiscano effettivamente l’enzima responsabile della conversione del testosterone in DHT.

Disclaimer: Contattare sempre il proprio medico curante prima di considerare l’assunzione di integratori, o valutare cambiamenti dietetici. Non ci assumiamo la responsabilità di eventuali problematiche derivanti dall’assunzione di integratori/modifiche dietetiche.

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