Dottor lemme un punto di vista scientifico

Ed eccomi qui, con un nuovo mio articolo, questa volta parleremo della dieta del dottor lemme.

Lo so… Il titolo è abbastanza provocatorio, lo ammetto… e difatti ciò non è assolutamente casuale. Chi bazzica un po’ nei gruppi di fitness, di alimentazione avrà sicuramente sentito parlare di questo approccio… Oggi, con voi, andremo ad analizzare i punti forti, ed i punti critici della dieta del farmacista Alberico lemme.

gruppo

Dieta Lemme, eh ma con me funziona! 

Sicuramente, arriveranno orde di persone che diranno ad alta voce: eh ma con me ha funzionato!

Volete sapere una cosa?

Non lo dubito!

Ma ha funzionato, non per via dei principi su cui si basa… Adesso vi spiego subito perché la dieta lemme funziona, o almeno, su certi soggetti funziona.

Concetto di caloria: Lo stesso dottor lemme, parla delle “calorie” come un concetto errato…

Le calorie, sono la base di tutto! Ne introduci di più di quante ne hai bisogno: ingrassi, ne introduci di meno di quelle che hai bisogno allora dimagrisci.

Passiamo prima di tutto dai primi due concetti della termodinamica: su quello che è il primo concetto della termodinamica: l’energia non si crea, non si distrugge ma si trasforma

Certo… Basarsi nel mondo della composizione corporea solo sulle calorie, può risultare un concetto limitato perché:

  • Una diversa composizione tra i macronutrienti può creare un diverso effetto sulla composizione del singolo individuo, ciò è dovuto al fatto che i macronutrienti hanno un diverso stimolo metabolico/endocrino… Ad esempio: i carboidrati hanno un forte impatto glicemico/insulinico, le proteine hanno un minore impatto da questo punto di vista, e i grassi hanno un impatto ancora diverso. Una diversa composizione dei nutrienti: es: pasto di solo proteine, pasto con proteine e lipidi, pasto con proteine e carboidrati e così via, porterà ad un differente stimolo endocrino. Potete però, posizionare i macronutrienti in 200 modi… ma se siete in ipercalorica, non dimagrirete! Potete starne certi… Molti diranno, eh ma l’insulina è anti-lipolitica… A queste persone, dico di studiare la differenza tra lipolisi, e lipolisi netta… Puoi mobilizzare tutti gli acidi grassi che vuoi, ma in un contesto ipercalorico, gli acidi grassi ritorneranno in grande parte poi all’interno dell’adipocita, anziché essere bruciati.
  • Un diverso nutrient timing a ridosso dell’esercizio fisico, può avere diversi effetti sulla composizione corporea.
  • Oltre a tenere conto del fenomeno dell’input calorico (calorie assunte) bisognerebbe tenere conto anche dell’output energetico (attività cardio ecc…)

In merito al discorso delle calorie, si è anche espressa la scienza! In merito gli studi sono centinai se non migliaia cioè che: una caloria è una caloria, ed esse hanno un ruolo primario all’interno della dieta.

Bucholz,2004 http://ajcn.nutrition.org/content/79/5/899S.full

Finer N. 2001 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11707556

Cava.E, 2013 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23924667

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4018593/

http://www.gastrojournal.org/article/S0016-5085(17)30152-X/abstract (Meta-Analisi che indica come diete low-carb e diete low-fat siano allo stesso livello in termini di perdita di grasso)

Cercando su internet, potrai trovarne molte  altre

È stato inoltre evidenziato come una dieta ipocalorica, contrasti l’invecchiamento, e prevenga svariate malattie metaboliche, cardiache…e deficit mentali. dottor lemme

Io sono a 1000Kcal, ma non dimagrisco

Questa affermazione, è tipica delle ragazze/donne che vogliono dimagrire.

Esse, si chiederanno perché la dieta ipocalorica non la fanno dimagrire!

Beh, è semplice!

Probabilmente, avrai una scarsa attivazione metabolica, dovuta ad un periodo di restrizione calorica eccessivamente lungo. Che porta così ad una diminuzione del metabolismo (t3,t4,ormoni gonadici ecc…) diminuendo così come istinto conservativo il tuo dispendio giornaliero calorico.

Indice glicemico

Uno dei pilastri, su cui si basa la dieta la dieta lemme è è l’indice glicemico.

In sé, l’indice glicemico è un concetto estremamente limitato. Perché?

Beh, partiamo dal principio… l’indice glicemico ci indica sostanzialmente quanto la glicemia aumenta in seguito al consumo di 50GR di carboidrati.

Ecco… Avete capito bene… 50GR di carboidrati…

Una banana ad esempio, ha un indice glicemico alto, mentre il riso basmati ha un indice glicemico basso/medio.

Ma questo, proprio perché si basa su 50GR di carboidrati!

100GR di banana sono circa 20/25GR di carboidrati, mentre 100GR di riso basmati mediamente sono circa 80GR di carboidrati…

L’indice glicemico, si basa sull’impatto appunto dell’aumento degli zuccheri nel sangue, confrondanto: 50gr di banana e 50Gr di riso.

Avete capito ora il limite?

Più corretto, sarebbe da valutare invece il carico glicemico del singolo alimento che altro non è che: l’impatto glicemico provocato dall’assunzione di un pasto a base di carboidrati in base al suo indice glicemico, ma anche in base alla quantità di carboidrati in essa contenuta.

Anche questo concetto, può risultare limitato?

Perché?

Lascia che te lo spieghi!

Entrambi gli indici che ti ho appena proposto, verificano l’impatto glicemico di un pasto glucidico! Ma… se un pasto risulta essere misto con proteine e grassi, l’impatto glicemico, sarà diverso! Le proteine potrebbero dare un boost glicemico, mentre i grassi frenare tale “picco”

Glicemia e scienza

dottor lemme

Non è sempre inutile la valutazione dell’impatto glicemico/insulinico di un pasto… ma per il semplice dimagrimento, è un marker inutile.

E ce lo dimostra la scienza!

Diaz EO et.all,2006 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16629877

Bosy-Westpahl A et.all,2017 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27901033

In soggetti obesi, e che non si allenavano… la cura dell’indice glicemico, non ha portato a miglioramenti della composizione corporea.

Questo può far capire come in un soggetto normopeso/leggermente/fortemente  sovrappeso la cura dell’IG (indice glicemico)  non influenzi la maggiore perdita di grasso.

In certi casi però, la cura del picco glicemico può avere un senso, ma in un costesto ipocalorico, la cura dell’impatto glicemico è minimo.

Sostenibilità

Questo più che un “punto” è una mia vera e propria riflessione personale.

Una dieta ben fatta, ti farà perdere peso, mantenendo comunque un regime abbastanza flessibile. Obbligare (ovviamente poi ognugno è capace di decidere per sè)  l’ingestione di pasta alle 8 di mattina, in soggetti abituati a colazioni completamente diverse (italiani), non so quanto si possa rivelare flessibile.

Un’altra cosa molto interessante da specificare, è che l’assunzione di un parco alimenti molto limitato porta nel tempo alla diminuzione della fame. Detto in parole povere: se vi è stato detto di mangiare ad libitum un alimento che facciamo finta essere una banana, con il tempo mangierete sempre meno banane. Mangarire sempre il medesimo alimento ridurrà appunto inconsiamente la voglia di mangiarlo. Con appunto diminuzione progressiva dell’intake calorico. Fate delle prove se non ci credete.

Sodio

Un altro nemico secondo il farmacista è il sodio.

Partiamo da una premessa, il sodio, in eccesso può effettivamente portare ad un peggioramento del quadro cardiovascolare, tramite l’aumento della pressione sanguinia

Morrison AC, 2011 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21219163

O’Donnel M, 2015 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25767289

Un eliminazione però totale del sodio, può essere un problema!

Una carenza di sodio dovuta alla dieta, e magari correlata ad un basso intake di sodio nella dieta può portare a fastidiosi sintomi mentali quali: Disturbi cognitivi, promuovere la stanchezza, provoca sintomi depressivi

Come evidenzia questo studio: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4433288/

Una deficienza di sodio, nei ratti (prova non sufficiente) può ridurre la sintesi proteica e così la costruzione muscolare : https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1701530

una bassa quantità di sodio, può influenzare negativamente il sistema renina-aldosterone (come evidenzia uno studio di O’donnel, quello linkato sopra) ciò può provocare: Diabete insipido, problemi di cuore, malattie surrenaliche.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14969655

Il fatto che il sodio abbia un ruolo chiave nel trasporto attivo del glucosio, non vuol dire nulla. Prima di tutto, come abbiamo già visto nell’articolo sulla pompa-sodio potassio grandi quantità di sodio secretano la grelina che vanno ad inibire l’insulina. Come ben sappiamo inoltre, il corpo è fatto per mantenere l’omeostasi, e difatti non è un caso che se l’assunzione di sodio è bassa nè aumenta il ri-assorbimento stesso.

dottor lemme

 

L’attività fisica

Una delle affermazioni del dottor lemme, che più fa gelare il sangue è che l’attività fisica, può rallentare o bloccare il dimagrimento.

Questa fantascientifica teoria, secondo lui, nasce dal fatto che durante l’attività fisica, aumenta la produzione di acido lattico, che poi viene convertito in glucosio, e che ciò secondo lui, provocherebbe  la secrezione dell’insulina.

Partiamo dalle basi

Quando si va a svolgere un’attività che anaerobica lattacida, o aerobica: ci sarà da parte dei muscoli una produzione dell’acido lattico levogiro, quando poi avviene il riposo, l’acido lattico finirà nel sangue per poi arrivare al fegato, dove sarà poi ri-convertito in glicogeno Dopo 2 massime ore l’acido lattico sarà praticamente tornato a livelli definibile come “fisiologici”.

Il fatto che durante l’attività fisica ci sia una secrezione di insulina, è assolutamente una fallacia… Difatti, il trasporto di glucosio verso la cellula, durante l’attività fisica, non avverrà grazie all’azione dell’insulina, ma bensì durante l’attività fisica avverrà spontanemente la traslocazione dei glut-4 verso la membrana cellulare.

Difatti, come evidenziano numerosi testi, durante l’attività fisica evidenziano:

  • Insulina: diminuisce (anti-lipolitico)
  • Glucagone (lipolitico): aumenta
  • GH (lipolitico): aumenta
  • Adrenalina e noradrenalina (lipolitico)

Per chi non bazzica assolutamente nulla nel campo la lipolisi (al nome lipolitico) è la catabolizzazione dei grassi (perdita di grasso)

Avete dunque capito… Come le “verità” del Dottor lemme, siano del tutto infondate e senza senso.

Inoltre, l’attività fisica non punta solamente all’incremento della perdita di peso tramite l’aumento del dispendio energetico in quel giorno ma:

  • Aumenta la densità mitocondriale (dove tutto viene ossidato)
  • Migliora il partizionamento dei nutrienti
  • Migliora la sensibilità all’insulina (una pessima sensibilità insulinica può ostacolare il dimagrimento)
  • Può avere benefici a livello cardiovascolare.

Il dottor lemme in uno dei suoi seminari, o qualsiasi cosa siano sostiene addirittura che la scienza dica che l’attività fisica non faccia dimagrire?

Ma cos’è questa storia che gli studi scientifici enunciano che l’attività fisica può migliorare la salute e può migliorare il processo di perdita di peso? Non capisco.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3925973/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24519372

dottor lemme

Colesterolo

Ormai i punti principali li ho praticamente toccati tutti .

Però, le affermazioni  stravagati del dottor lemme, non sembrano riguardare solamente i punti appena toccati!

Un’altra strana affermazione è che: pomodori frutta e verdura aumentino il colesterolo…

Come ben si sa, i valori ci colesterolo endogeni sono il fattore principale che influenza i livelli di colesterolo.

Difatti, l’alimentazione, incide per solo il 25-30% (esogeno)… sui valori di colesterolo… questo fa già capire tutto… certi testi parlano di 10-20%…

Inoltre, i pomodori e le verdure, non contengono neanche 1mg di colesterolo… quindi il problema non si presenta. Per approfondire l’argomento colesterolo ti rimando al link di un mio articolo in merito: clicca qui per vedere l’articolo

Ritenzione idrica ed altro:

Secondo il dottor lemme, la ritenzione idrica non è mai esistita. Purtroppo non è così, la ritenzione idrica è una problematica che affligge molte persone. Essa è adirittura riconosciuta in ambito medico. La ritenzione idrica a differenza di ciò che si pensa non è un aumento dell’acqua corporea, ma bensì una mal gestione dei liquidi tra componenti extra ed intra-cellulari. Le sue cause si possono ritenere multi-fattoriali, in un prossimo articolo ne parlerò meglio e più approfonditamente.

Concluendo, possiamo dunque dire che la dieta del dottor lemme può effettivamente portare ad una perdita di peso, come d’altronde accade con altre centinaia di diete attualmente esistenti. Il perchè voi perdiate però peso non è dovuto alle teorie pseudo-scientifiche di cui si avvale il dottor lemme ma a dei semplici accorgimento sopra specificati. Bisogna anche dire che sì la diminuzione del peso avviene, ma c’e anche da dire che è una dieta notoriamente difficile da seguire dal lungo termine, oltre il fatto che molte persone che l’hanno provata hanno poi avuto delle sucessive recidive con la ripresa totale del peso.

Una buona dieta, non solo deve consentire una massima sostenibilità, ricordiamo che la dieta è uno stile di vita. Ma oltre a ciò deve riuscire anche a permettere di mantenere il peso perso nel tempo. Nessuno comunque vi vieta di seguire tale metodologia alimentare per quanto sbagliata possa essere, ne tantomeno lo farò io.

 

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