Le endorfine sono delle sostanze prodotte dal cervello, sulla quale archeggia veramente tanto marketing. Chi svolge attività fisica sicuramente le conoscerà, o almeno né avrà sentito parlare. Però purtroppo in Italia si sa veramente poco sulle endorfine, o almeno le si conoscono ma in maniera poco approfondita, pertanto ho deciso di fare un articolo con tanto di letteratura scientifica moderna, in merito per chiarire le idee a tutti voi.

In questo articolo inoltre, troverete la risposta alla domanda: come posso aumentare la produzione dei endorfine?

Cosa sono le endorfine?

Le endorfine che sono state scoperte oltre 60 anni fa sono, come dicevono sono delle sostanze prodotte all’interno del nostro sistema nervoso e dalla ghiandola pituitaria (ipofisi, ghiandola endocrina che possiamo trovare all’interno del nostro cervello).

La produzione di endorfine è però maggiormente deputata dall’ipofisi (ghiandola pituitaria) da un precursore specifico chiamato POMC o meglio propiomelanocortina. Recentemente con molta sorpresa è stato scoperto che le endorfine possono essere prodotte anche dalle cellule immunitarie. Secondo uno studio del 2010: linfociti T, linfociti B, monociti e macrofagi hanno dimostrato di contenere endorfine durante un processo infiammatorio.

Non parliamo solo di un endorfina, ma bensì di più endorfine, addirittura di una classe intera, perché possiamo ritrovare all’interno di questa classe:

  • α-endorfine
  • β-endorfine
  • γ-endorfine

Sembrebbe però che c’è ne siano molte altre.

Ma che cosa sono con esattezza? Beh, le endorfine sono dei veri e propri oppiodi endogeni, cioè oppiodi prodotti da noi autonomamente senza che si debbano introdurre dall’esterno (assunzione esogena). Se vogliamo essere precisi; le endorfine sono degli ormoni peptidici o neuropeptidi. Come neuropeptidi intendiamo dei peptidi (amminoacidi legati da catene peptidiche) che vengono utilizzate dai neuroni per comunicare tra di loro.

Le endorfine per “funzionare” si devono legare a degli specifici recettori, chiamati recettori μ-oppioidi.

Tali recettori sono una vera e propria classe di recettori oppiodi che hanno un’alta affinità con le b-endorfine (come dicevo in precedenza), ma anche alle dinorfine (alto oppiodie endogeno) e alle enecefaline (anch’esse oppiodi endogeni). Ovviamente tali “sostanze” citate non si legano unicamente al solo recettore u-oppiodi.

endorfine

Cosa fanno le endorfine

Beh, una domanda legittima è qual è la funzione delle endorfine e come funzionano sul nostro sistema nervoso centrale? Beh, vi rispondo immediatamente.

  • Le endorfine svolgono un ruolo di controllo su altri ormoni quali l’acth ed ovviamente il cortisolo, ma anche le catecolamine.
  • Sono in grado di ridurre il dolore percepito
  • Aumentano la fame
  • Diminuiscono l’ansietà e la depressione
  • Hanno effetti sul sonno
  • Svolgono un ruolo di termoregolazione
  • Anche se ancora incerto, esse sembrano avere un ruolo importante nella genesi tumorale.

Già da queste poche righe, possiamo capire quanto siano importanti le endorfine (ma non solo) per l’economia del nostro corpo. Difatti esse ci possono aiutare nel controllo del dolore (la loro produzione può aumentare durante un episodio doloroso, ma hanno effetti positivi anche sul sonno, sul controllo dell’ansia e della depressione.

Molto recentemente si è notato che gli oppiodi endogeni svolgano un ruolo molto importante sul problema della depersonalizzazione, difatti un trattamento con naloxone ha prodotto miglioramenti estremamente significativi nel trattamento di tale problematica.

Endorfine come agiscono

Abbiamo capito cosa fanno le endorfine, ma non abbiamo capito come agiscono, prima di tutto sul sistema nervoso periferico come anti-dolorifici, si perché le endorfine non agiscono solamente a livello del sistema nervoso centrale. 

Come ho specificato esse sono in grado di esplicare la loro azione sopra-descritta grazie al legame con degli specifici recettori oppiodi, in corrispondenza dei terminali nervosi pre e post-sinaptici.

Se parliamo dell’ambito del dolore ma non solo, le endorfine una volta che si vanno a legare provocano un’inibizione delle tachichine proteina che svolge un ruolo fondamentale nella trasmissione del dolore.

Gli effetti invece prodotti a livello cerebrale accadono sempre grazie ad un legame con un specifico recettore oppioide, ma non finisce di certo qui.

Ovviamente tale recettore non se ne rimane di certo con le mani in tasca, difatti esso può modulare l’eccitabilità/inibizione neuronale tramite una sua azione sui GABA (neurotrasmettitore di tipo inibitorio) ma provocando anche un maggiore rilascio di dopamina (derivante dall’interazione con i gaba).

endorfine

Oppiacei

Di solito, dopo un’operazione chirurgica pesante, si tende a somministrare o si somministrano degli oppiacei, tra cui possiamo trovare il idrocodone, la morfina ed altri  che altro non fanno che mimare l’azione degli oppiodi endogeni. Tuttavia si è notato che alcuni farmaci possano diminuire o sopprimere in maniera acuta la produzione di tali oppiodi da parte del nostro sistema nervoso centrale.

Una somministrazione in cronico inoltre, può portare ad un down-regulation della proteina che ha il ruolo di precursore delle endorfine cioè la proteina di cui abbiamo parlato all’inizio POMC.

Difatti si  è visto sui ratti che dopo la somministrazione di morfina in cronico, essi abbiano prodotto meno oppiodi endogeni. Oltre a ciò è stata vista anche una diminuzione della densità recettoriale dei recettori oppiodi. Ovviamente parliamo di processi che avvengono nel tempo.

Cosa molto interessante è che anche altri farmaci che non agiscono sulle endorfine, hanno in verità un azione sulle stesse, il perché ciò avvenga non è ancora chiaro al mondo scientifico.

Nonostante ciò non avvenga subito, bisognerebbe quindi evitare l’assunzione in cronico di oppiodi, perché potrebbe portare a degli effetti indesiderati permanenti anche una volta che si stacca con tali farmaci, come una maggiore ansia ed una maggiore tensione, insomma tutto ciò che deriva da livelli di oppiodi endogeni minori. Ovviamente gli studi in merito sul lunghissimo periodo (dopo la somministrazione di oppiacei) sono pochi, e quindi è sbagliato fare terrorismo, ma confrontando l’attuale letteratura scientifica, se evitate l’assunzione di oppioidi in cronico è molto meglio anche per la vostra salute futura.

Endorfine e stress

Le endorfine come ho già detto più volte, svolgono un ruolo estremamente importante anche in quella che è la risposta allo stress.

Difatti la comunità scientifica si trova d’accordo con il fatto che le endorfine siano una classe di modulatori dei sistemi neurali con una funzione di mediatori dell’elaborazione ed espressione globale delle componenti di reazione ed affezione dello stress.

Sesso ed endorfine

È ormai risaputo che il sesso sia in grado di diminuire quelli che è l’ormone dello stress cortisolo. Inoltre bisogna specificare che il sesso è in grado di aumentare anche i livelli di endorfina (forse è per questo che i livelli di cortisolo diminuiscono), oltre a ciò l’attività sessuale è in grado di rilasciare l’ossitocina

Invecchiamento ed altro

Secondo una revisione scientifica del 1993, le beta-endorfine svolgono ruoli anche all’interno di alcune problematiche quali dell’obesità, e dell’alcolismo, ed in determinate malattie psichiatriche.

Le endorfine come abbiamo visto, svolgono un importante ruolo di neuro-modulazione di altri neurotrasmettitori, sembrano però svolgere un importante ruolo anche da sole attraverso quelli che sono i canali del calcio (proteine integrali di membrana) esercitando effetti sulle pareti delle arteriole cerebrali. Tutti questi effetti hanno suscitato delle domande all’interno della comunità scientifica enunciando che le endorfine possano svolgere un importante ruolo anche nell’invecchiamento cerebrale.

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Come stimolare in modo naturale le endorfine?

Numerosi sono i metodi utilizzati al giorno d’oggi per stimolare il rilascio di endorfine in modo naturale, tuttavia molti di questi “metodi” non sono conosciuti, partiamo però dai più semplici e conosciuti:

Attività fisica ed endorfine

Come è risaputo ormai da tempo, le endorfine possono incrementare fino a cinque volte in seguito all’attività fisica.

Molti di voi penseranno che il rilascio delle stesse è dovuto ad allenamenti pesanti e di forza! Ma la verità è che non è proprio così

Difatti il rilascio di endorfine è inversamente proporzionale all’intensità dell’esercizio fisico stesso. Allenamenti dunque di maggiore durata con una minore intensità producono un maggior rilascio di endorfine, tra questi allenamenti possiamo ritrovare ad esempio i classici allenamenti aerobici.

Il perché intervengano durante l’attività fisica non è chiarissimo forse per la modulazione neuro-ormonale, o forse per la modulazione del dolore indotto dall’attività fisica o dalla fatica generata.

Possiamo però dire che l’allenamento possa portare dei cambiamenti positivi nella sensibilità recettoriale da parte dei recettori che esplicano l’azione delle endorfine.

Il che è molto interessante, e potrebbe portare a dei vantaggi permanenti anche una volta finito l’allenamento.

Abbronzatura

L’abbronzatura, cioè l’atto di stare al sole con la successiva abbronzatura, porta ad un interessante incremento dei livelli di endorfina agendo sull’espressione della proteina tumorale 53. Tuttavia lo studio ha un basso livello di evidenza scientifica.

Magnesio

Non è ben chiaro se possa aumentare la produzione di oppiodi endogeni, tuttavia bisogna dire che è in grado di amplificare in maniera positiva gli effetti positivi della morfina, spingendo così ad un utilizzo minore della stessa.

Cioccolato

Non è molto chiaro in verità il ruolo del cioccolato sulle endorfine. Si sa però che le epicatechine vadano a svolgere un ruolo su quelli che sono i recettori oppiodi, più nello specifico quelli delta. Si consiglia l’utilizzo di cioccolato fondente.

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Doccia fredda

Uno studio del 2008 a basso impatto d’evidenza, espone l’interessante ipotesi (anche se bisognerebbe approfondire in merito) di utilizzare le docce fredde come possibile trattamento alla depressione.

Tale ipotesi è stata formulata non solo per una diversa modulazione della noradrenalina, ma anche perché le docce fredde sono in grado di incrementare i livelli di endorfine. Lo stesso studio evidenzia però che le docce fredde abbiano effettivamente un effetto positivo sulle persone che soffrono di depressione, oltre che produrre un’interessante effetto analgesico.

Ago puntura

Secondo una recente revisione scientifica, l’ago puntura è in grado di aumentare il rilascio di tali oppioidi endogeni.

DL-Fenilanina

La fenilanina risulta essere uno dei nove amminoacidi essenziali. Si possono trovare principalmente due forme isomeriche come per tutti gli amminoacidi essenziali tranne che per la glicina. Intendiamo i così detti amminoacidi L(levogiro) e D (destrogiro), vi starete chiedendo dove voglio puntare, beh gli integratori DL-Fenilanina contengono entrambe gli isomeri dell’amminoacido fenilanina.

Nonostante ci sia poca chiarezza, secondo una pubblicazione del 2000 il trattamento con DL-fenilanina insieme ad oppiacei sembra promuovere un maggiore effetto analgesico. Secondo il dottor Russel ciò potrebbe avvenire tramite un up-regulation degli analgesici endogeni, secondo il dottore i principali analgesici endogeni risulterebbero essere le encelafine e la serotonina, lasciando perdere la serotonina che può agire sia da pro-analgesico che anti-analgesico (a seconda del recettore), possiamo però dire che le encelafine sono degli oppioidi endogeni o meglio delle endorfine. Anche se le prove sono deboli, possiamo dire che la DL-Fenilanina porti ad un maggior rilascio di endorfine. Con tanto di potenziamento terapico insieme ad oppiodi (anche il magnesio sembra essere interessante in merito) e migliorare l’umore.

 

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Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull’uso di un farmaco è necessario contattare il proprio medico.

Bibliografia scientifica:

1.https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3104618/

2.https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5052677/

3.https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15135942

4.http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1755296609000039

5.https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17993252

6.https://en.wikipedia.org/wiki/Endorphins

7.https://it.wikipedia.org/wiki/Endorfine

8.https://selfhacked.com/blog/why-the-ice-bucket-challenge-is-so-popular-it-functions-like-heroin/

9.Fisiologia applicata allo sport, W.McArdle,L.Katch, 2009.

10.https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10998643

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