Vitamina D bassa

La vitamina D bassa è un problema sempre più frequente, complice la società in cui viviamo. La vitamina D in generale però solo negli ultimi periodi si è iniziata a notarla, e darci una maggiore importanza.

Tutto ciò ovviamente ha scatenato il putiferio… Gente che è corsa all’impazzata a cercare integratori su amazon per sopperire alla problematica della vitamina d bassa.

In questo articolo, voglio analizzare dunque questa vitamina, cos’è, come funziona, come la si assume e come la si assorbe , come riconoscere se la vitamina D è bassa, e come sopperire eventualmente a questo deficit.

Vitamina D dove si trova e a cosa serve

La vitamina D, risulta essere un gruppo di pro-ormoni (Vitamina D1, D2,D3,D4,D5) liposolubili. Questa, gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’omeostasi nel nostro corpo.

Le funzioni più conosciute sono quelle che riguardano l’ottimizzazione intestinale dell’assorbimento del calcio, magnesio e fosfati.

Vitamina D2 e Vitamina D3, risultano essere le principali fonti alimentari di vitamina D, intendo ovviamente: integratori, e cibo.

Si sa già da tempo, che si è in grado di “assorbire” la vitamina D anche dall’esposizione dei raggi ultravioletti. Più che prodotta, sarebbe corretto dire che con l’esposizione ai raggi ultravioletti, avviene un fenomeno di produzione endogena della vitamina d3.

Da vitamina d3 viene poi convertita nella principale forma circolante cioè la 25-idrossivitaminad3 che poi viene convertita a livello renale in 1,25-diidrossivitamina D 3 per agire successivamente come ormone steroideo.

Non è raro difatti, che in caso di vitamina d bassa, si vada oltre alla terapia con iniezioni di vitamina d, ad utilizzare anche delle lampade solari, che pure loro godono di raggi ultravioletti, in grado di aumentare la produzione endogena di vitamina d.

vitamina d bassa

Immagine presa da: http://sunshinecoastdietetics.com.au/wp-content/uploads/2017/07/09fig01.jpg

 

Durante la nostra vita, l’assorbimento di questa vitamina può cambiare, anche il semplice utilizzo delle creme solari può portare a dei cambiamenti nell’assorbimento della stessa.

Non in molti lo sapranno, ma più la pelle è scura, più risulta essere complessa la produzione di vitamina d3. Con difficoltà intendo semplicemente, che persone dalla carnagione scura, come possono essere persone di colore, ma non solo, avranno un maggiore bisogno di sole per assorbire la medesima quantità di vitamina d. Ovviamente per loro, cadere in vitamina d bassa, se l’esposizione al sole è rara, sarà più facile.

La vitamina D viene prodotta nella pelle a livello dell’epidermide, grazie ai cheratinociti, delle cellule ampiamente presenti in questo tessuto. Queste cellule hanno inoltre un ruolo molto importante nella protezione della pelle contro fattori esterni come:

  • Batteri patogeni
  • Fughi
  • Parassiti
  • Virus
  • Calore
  • Radiazione UV

Una volta, che i patogeni, come possono essere ad esempio i virus, riescono ad invadere gli strati superiori dell’epidermide, allora tali cellule, scateneranno una forte reazione pro-infiammatoria.

Ritornando a noi, vi ricordate che prima vi ho detto che la vitamina D, risulta avere un importantissimo ruolo per ciò che riguarda l’assorbimento del calcio, dei fosfati e del magnesio? Beh… Adesso ne parliamo immediatamente.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2846322/

Vitamina D bassa ed osteoporosi

La vitamina D, risulta essere estremamente importante per il mantenimento della corretta salute del nostro scheletro. Ciò deriva, dal grande ruolo che la stessa riveste nell’assorbimento del calcio intestinale.

Ultimamente, si è potuto notare, come la vitamina d bassa possa essere un problema per la salute delle nostre ossa. Difatti, sono numerosi gli studi che ci dicono che la stessa riveste un ruolo importante nell’osteoporosi, quella problematica che rende le ossa fragili e maggiormente soggette a fratture.

Che cosa intendo che la vitamiana d bassa, riveste un ruolo importante nell’osteoporosi? Beh, scopriamo subito cosa può accadere in situazioni di defict di vitamina d.

  • Iperparatiroidismo e perdita ossea di tipo secondario ( cioè iper-regolazione del parato-ormone, appunto ormone che regola i livelli di calcio e di fosfati ossei). Nel caso di iperparatiroidismo di tipo secondario vediamo una sovra-regolazione di questo ormone provocato da livelli di calcio bassi. Una up-regolazione dello stesso, può essere estremamente deleterio per le ossa. Rendendo le ossa così soggette ad un maggiore rischio di osteoporosi e fratture e a difetti della mineralizzazione ossea.
  • Osteomalacia: collegato al punto precedente, l’osteomalacia, può essere una conseguenza di bassi livelli di vitamina d protratti nel lungo/lunghissimo termine,soprattutto in quel periodo dove gli RDA tendono a cambiare, dove la sedentarietà aumenta ecc… Insomma sto facendo la descrizione delle persone anziane. Come dicevo, questa affezione scheletrica, può essere una conseguenza alla lunga di ciò che ho prima descritto, e porta sostanzialmente ad un rammolimento del tessuto osseo.
  • Debolezza muscolare ( lungo termine)

Anche in soggetti già affetti da questi problemi, che integrano vitamina d, si è potuto piacevolmente notare come la mineralizzazione delle ossa sia aumentata, soprattutto se associata anche al calcio. Perché come ho già detto, la vitamina d risulta avere un ruolo non da poco nell’assorbimento dello stesso, una sua carenza provoca questi problemi appena sopra descritti, proprio per via del ridotto assorbimento di calcio e fosfati. Ovviamente tutto ciò, ha portato ad un minor tasso di fratture ossee

Studio

Labbra P, 2011

“Le conseguenze della carenza di vitamina D sono iperparatiroidismo secondario e perdita ossea, che portano a osteoporosi e fratture, difetti di mineralizzazione, che possono portare a osteomalacia a lungo termine e debolezza muscolare, causando cadute e fratture. Lo stato della vitamina D è correlato alla densità minerale ossea e al turnover osseo. L’integrazione di vitamina D può ridurre il turnover osseo e aumentare la densità minerale ossea”

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21872800

vitamina d bassa

Vitamina D e tumori

Inizialmente, fin dai primi anni dello scorso secolo, quando si pensava alla vitamina d, veniva immediatamente in mente il suo ruolo nella salute delle ossa.

Tuttavia, negli anni, come giusto che sia, si sono scoperti numerose interazioni della vitamina d bassa , con altre problematiche, come appunto i tumori, argomento che ovviamente ha suscitato un grandissimo interesse.

Tra i primi fattori che hanno fatto pensare ad una correlazione tra vitamina d basa e cancro vi è un fattore particolare, cioè la correlazione tra luce solare e tumori.

Nei tumori alla mammella ad esempio, le donne; esposte maggiormente alla luce solare, hanno dimostrato di godere di un tasso di incidenza di ammalarsi di tale tumore, significativamente più basso rispetto alle donne che si esponevano in maniera minore al sole.

vitamina d bassa

Presa da: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3354850/

A confermare tale teoria, è uno studio eseguito sui ratti. Studio che ha evidenziato, come l’assunzione sui topini di vitamina d con carenza appunto della stessa, abbiano ridotto notevolmente il tasso d’incidenza del tumore al seno.

Sul cancro alla prostata invece, è stata notata addirittura una differenza del 70% tra chi aveva la vitamina d bassa e chi no.

Valori però che fanno storcere il naso… Infatti, altri quattro diversi studi, hanno evidenziato che ciò non accadeva.

Per ciò che invece riguarda il tumore al colon, la favola è sempre la stessa, chi aveva concentrazioni sieriche più basse, aveva anche una maggiore possibilità di sviluppare il tumore al colon. Ovviamente, molti di questi studi, sono stati condotti su aree geografiche… Pertanto, oltre alla diversa esposizione solare, possono esserci delle diversità per ciò che riguarda i cibi, lo stile di vita, l’inquinamento ecc… Tutti fattori determinanti nella formazioni di tumori.

Vitamina D carenza e tumori, perché?

Ma perché, la vitamina d carente , sembra avere un ruolo determinante anche per ciò che riguarda i tumori? Beh, la spiegazione sembra essere abbastanza semplice… o quasi.

La vitamina D, sembra inibire quello che è il processo di angiogenesi tumorale, cioè quel processo di formazioni di nuovi vasi pre-esistenti, permettendo così la crescita dello stesso. Migliorando, quella che è la comunicazione intra-cellulare inibendo così la profilerazione tumorale verso cellule adicenti.

Ovviamente, la vitamina d, risulta avere un ruolo interessante dal punto di vista preventivo. Non pensate, che assumendola con un tumore in corso, magicamente avvenga una recidiva. Tuttavia spesso, le linee guida che si seguono nella prevenzione dei tumori, andrebbero seguite anche durante il trattamento dei tumori.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1470481/

Vitamina d bassa e depressione

Non ne parlerò in questo articolo, in quanto ci ho dedicato un capitolo nel mio articolo sulla depressione, che potete tranquillamente vedere. Tuttavia, riassumendo, è stato visto che una carenza di vitamina d, possa avere effetti negativi su un quadro di una persona già depressa, o nella prevenzione della depressione stessa. Probabilmente dovuto alla sua interazione con le monoammine.

vitamina d bassa

 

Vitamina D e sensibilità insulinica

Un altro fattore condizionato malamente e negativamente dalla vitamina d bassa, risulta essere la sensibilità insulinica. Che difatti, sembra peggiorare in condizioni di carenza di vitamina d. Se l’argomento vi interessa, sicuramente vi starete chiedendo, ma perché ciò accade? Beh, cerco di sintetizzarlo e renderlo nel modo più semplice possibile.

L’insulina, è un ormone peptidico secreto dalle cellule Beta, le più interne delle isole presenti nel pancreas. La vitamina D, sembra che abbia dei recettori specifici suoi in tali cellule (VDR). La loro espressione è in grado di attivare la trascizione genica dell’insulina umana, pertanto così svolgendo un ruolo determinante nella secrezione della stessa.

Una supplementazione quindi di vitamina D, in soggetti tendenzialmente carenti della stessa, sembra aver migliorato il rilascio di insulina, cosa che però non è accaduta in tutti. Inoltre, in soggetti obesi, sembra essere cambiato poco a livello di massa corporea, con l’integrazione di vitamina D.

Ulteriori prove, sembrano però necessarie.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4515445/

Vitamina D e testosterone

Probabilmente, la parte che tutti i maschietti aspettavano. La correlazione tra testosterone e vitamina d bassa.

È da tempo risaputo, nonostante gli ultimi dati contradittori, il ruolo della vitamina d per ciò che riguarda la diminuzione di livelli sierici di testosterone.

Ma perché, bassi livelli di vitamina d, sono associati a bassi livelli di testosterone?

Beh, i recettori che ho citato prima (VDR) sembrano essere presenti anche in tutta l’asse HPTA, sono difatti presenti sia nell’ipotalamo, che nell’ipofisi, che all’interno delle buon vecchie gonadi.

È stato difatti notato con piacere, che gli uomini, esposti di più al sole, erano uomini anche con livelli di vitamina d più alta.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4504177/

Vitamina D e malattie autoimmuni

Abbastanza recentemente, si è pensato e visto il ruolo tra vitamina D, e malattie autoimmuni. Che altro non è che un alterazione del sistema immunitario che altro non fa che attaccare dirette componenti dell’organismo.

La vitamina D, sembra avere un ruolo molto interessante sul sistema immunitario, difatti i suoi recettori sono presenti anche nelle cellule immunitarie.

Nei soggetti, afflitti da malattie autoimmuni, si è notato un livello di vitamina d, sotto la norma. Sembrano però necessarie ulteriori prove, in quanto vitamina D bassa associata a reazioni autoimmuni, non vuol dire che automaticamente ci sia una correlazione significativa. Magari i livelli bassi di vitamina D, possono essere associati ad una conseguenza di determinate malattie auto-immuni, insomma, aspettiamo nuovi sviluppi.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27191042

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28786260

vitamina d bassa

Vitamina D bassa e problemi cognitivi

Abbiamo fino ad ora parlato della vitamina d bassa, ed i problemi che può provocare sul tessuto osseo, metabolico. Non abbiamo parlato però di una nostra grande risorsa, cioè il cervello.

A livello cerebrali, sono presenti numerosissimi recettori della vitamina D. Che esplicano una funzione neuro-protettiva della stessa, nei confronti del cervello, oltre che svolgere un ruolo determinante sulla clerance delle placche amiloidi. Che sono un fattore estremamente indagato recentemente, per il loro ruolo all’interno della malattia di Alzheimer.

Ruolo che però, sta venendo rivalutato nel tempo, che ci fa capire come questa problematica sia multi-fattoriale.

Tutto ciò, ci può indicare come vitamina d bassa, possa essere un indicatore di una velocizzazione del declino cognitivo.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22536767

Altri ruoli

Altri ruoli, che riveste la vitamina D. rivestono il campo dell’aromatasi, difatti essa sembre avere un effetto di controllo, inibizione su questo ormone. Sembrano esserci correlazioni anche tra fibrosi cistica e vitamina D. Ma sembra essere determinante nel controllo della pressione sanguinia, anche se su di ciò la ricerca risulta essere contrastante.

Vitamina D bassa

Già, dovreste aver capito, a quali brutte conseguenze può portare la vitamina d bassa. Non abbiamo però ancora discusso di integrazione, valori ottimali ecc…

Generalmente i valori di cui viene richiesta analisi sono:

  • 25-Idorssivitamina D
  • 1,25-diidrossivitamina D

Di solito, i laboratori già sommano i due risutlati automaticamente, se ciò non viene fatto, lo potete fare voi senza problemi.

Ma quali sono i valori ottimali di Vitamina D?

  • Deficenza di vitamina d: 12ng/mL
  • Insufficenza di vitamina d: 12-20ng/mL
  • Ottimali: 20-50ng/mL
  • Alti: 50ng/ml in su

Vitamina D dove si trova?

Quanta Vitamina D assumere? Beh, dipende da molti fattori, come può essere la vostra carnagione, la vostra esposizione al sole, ed ovviamente le quantità di vitamina d presenti nel plasma. Generalmente però: 1000-3000UI è assolutamente sufficiente. In caso di vitamina d bassa invece 5000/6000Ui, per poi normalizzarsi a 1000-4000UI, può essere una buona idea. Tuttavia, istituti di medicina diversi, forniscono evidenze diverse. Ciò che ci dice la scienza, è che è ampiamente raccomandato non superare le 10.000UI. Tuttavia, ci sono dei paesi che fissano dei loro limiti. Il suo emivita risulta essere di appena 3 settimane. Quindi non pensate che se fate tutta l’estate a formentera a giocare a calcio balilla al sole, avrete le “scorte” piene per tutto l’inverno.

La vitamina D, può essere trovata spesso all’interno di numerose fonti di grassi. Oltre che ovviamente negli integratori, di cui vi metterò qui sotto il link. È inoltre possibile produrla endogenamente con l’esposizione solare (vedi sopra)

Per ciò che riguarda invece l’esposizione al sole, si può arrivare a 10-20kUI in un brevissimo periodo di tempo. Se per un periodo quindi vi esponete a forti fonti di luce, allora vi consiglio vivamente di sospendere l’assunzione… O almeno che abbiate una pelle scura, problemi di mal-assorbimento o usiate quintali di crema solare. La migliore strada da intraprendere, per evitare di farsi del male, risulta essere quella di confrontare i propri esami ematici.

In questo articolo, abbiamo capito gli effetti negativi della vitamina d bassa, e gli effetti positivi di cui si può godere, nel momento in cui la vitamina d bassa, si normalizza, è viene riportata a valori ottimali. Negli ultimi anni, la carenza di vitamina D sta diventando un effettivo problema. Recenti stime ci dicono difatti che la carenza di vitamina D, colpisce oltre 1 miliardo di persone. Questo valore però, molto probabilmente negli anni è cresciuto, e sempre di più diventerà un problema.

Disclaimer: Prima di assumere la vitamina D, o qualsiasi integratore presente su questo sito, consultare assolutamente il proprio medico curante, questo articolo difatti è stato puramente scritto a puro scopo scientifico, e non vuole esortarvi ad assumere integratori senza l’approvazione del vostro medico curante.

 

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